Formazione cani guida

Un cane guida per ciechi deve prima di tutto essere un eccellente cane da compagnia

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Il cane addestrato come cane guida vive con la persona non vedente in ogni momento della giornata ed instaura con il proprio compagno di vita un rapporto molto stretto. La funzione di un cane guida è quella di assicurare al non vedente un’adeguata autonomia di movimento ma una volta tolto il guinzaglio da lavoro il cane è un amico fedelissimo in ogni momento della giornata.

L’addestramento di un cane guida per non vedenti segue quindi regole molto diverse da quelle utilizzate ad esempio nell’addestramento di cani per la protezione civile, agility dog, cane bagnino e simili. Nell’addestramento dei cani-guida per ciechi serve la calma del cane affinché riesca nel suo lavoro e l’addestratore non ha bisogno di alterare il proprio comportamento o la propria voce, ma deve interagire col cane e rivolgersi a lui in maniera spontanea o normale.

Dal 1985 al 1991 sono stato istruttore di cani-guida per ciechi presso il Servizio Cani-guida dei Lions di Limbiate con cui ho continuato a collaborare anche dopo, fino a quando ho iniziato ad avviare il Centro Cane Spontaneo a Pecorara. Lì ho maturato la mia conoscenza di questo bellissimo lavoro che ancora oggi mi da tante soddisfazioni e continua ad insegnarmi molto sui cani sulle loro capacità.

Con il metodo Cane Spontaneo cerco di far capire il parallelo esistente tra un cane-guida per ciechi e un cane da compagnia. Sia che io mi trovi a preparare uno o l’altro, uso sempre lo stesso metodo: solo che con il cane da compagnia mi fermo prima perché non ho bisogno che mi segnali o eviti ostacoli e tutto il contorno che deve invece imparare come cane-guida.

Ho personalizzato un mio metodo dopo anni di ricerche e tentativi. Ho ridotto i tempi di formazione mediamente a due mesi di lavoro. Il mio è un metodo “ciecocentrico”, in cui il cane è visto come elemento di supporto che lancia segnali chiari e inequivocabili utili all’accompagnamento. Qualcuno può pensare che la difficoltà nel formare un cane-guida per ciechi stia nell’insegnargli ad accompagnare un non vedente mentre evita e segnala ostacoli. Non è così. La difficoltà vera, sta nel fingersi cieco. Vomito, nausea, perdita di equilibrio e di orientamento sono state le vere difficoltà che ho incontrato. Oltre al superamento della paura di farsi male sbattendo contro qualche ostacolo. Ho cercato nei limiti del possibile di simulare questo handicap per meglio comprenderlo, ma è frequentando molti non vedenti che ho capito le loro reali problematiche e le loro infinite capacità. Questo è stato il mio vero percorso formativo.

Giovanni Vangi, un non vedente col quale è nata un’amicizia che ci lega da 27 anni, è stato il primo a credere che ero riuscito a girare per Milano accompagnato da cani-guida preparati da me in circa due mesi. Se ci sono riuscito io, perché non può riuscirci un cieco? Questa domanda mi ha fatto vedere il mio lavoro in maniera completamente diversa.

Il primo cane preparato esclusivamente col mio metodo risale a circa dieci anni fa, lo utilizza una non vedente di Roma. Non ero certo di potermi prendere questo impegno vista la distanza che ci separava, ma ci siamo riusciti e nonostante la distanza dopo circa 2 mesi è stata in grado di girare per la sua città accompagnata dal cane. Si potrebbe pensare che sono stato io ad essere bravo e che lo dico proprio per questo, ma non è così. Chi è veramente stata brava è lei, perché anch’io come il cane, sono solo un elemento di supporto. Entrerò nello specifico di come ci siamo riusciti, ma lo farò solo perché è dimostrabile. Pubblicherò in rete tutto ciò che mi verrà chiesto, nonché le mie risposte, quindi sentitevi liberi di scrivermi attraverso la pagina dei contatti per qualunque curiosità.