Cosimo Lentini si presenta

Chi dovesse chiedere a mia madre da quanti anni lavoro con i cani, risponderebbe da quando avevo dieci anni. Vivevamo in un paesino sperduto in provincia di Taranto. In bilico tra il mare e la campagna aperta. Durante l’estate il paese si riempiva di abitanti e in molti prendevano un cane stagionale. Da scaricare in strada a stagione finita assieme agli ombrelloni, le sdraio pinne e palette rotte o, ad ogni modo, materiale sufficientemente usato da buttare via.

A fine estate, tra i pochi residenti stazionari, avveniva una cernita tra i rifiuti dei villeggianti. Non era difficile trovare oggetti ancora in buono stato.

Io decisi di raccogliere i cani randagi che vagavano per la campagna o lungo la scogliera. Passavo i pomeriggi a cercarli e molte volte, erano loro a trovare me. Sembravo una sorta di Tarzan, un bambino selvaggio capace di interagire con un animale sfruttando la conoscenza che si ha di lui. Compiuti quattordici anni, la mia famiglia si trasferì a Milano e tutto questo finì.

Milano mi allontanò definitivamente dai cani. Ma a diciotto anni un grave incidente automobilistico mi costrinse per quasi un anno bloccato a letto o per lo più, a fare qualche passo con le stampelle.

Mi sentivo, in quel periodo, come un uccello in gabbia che sogna di volare. Allo stesso modo, io sognavo o pensavo a momenti dove camminavo: con la stessa rabbia e rassegnazione, credo.

Ripercorsi obbligatoriamente i momenti trascorsi in Puglia. Alle lunghe scarpinate che avevo fatto per distribuire pastone ai cani randagi del mio paese. Durante questo lungo e travagliato periodo di degenza, decisi che avrei lavorato con i cani.

1983-85 ho iniziato il mio percorso formativo presso una pensione/addestramento per cani a Peschiera Borromeo (MI). All’epoca, non venivano utilizzati termini come: educatore cinofilo, dog trainer, comportamentista. Qualsiasi cosa un professionista facesse con un cane che non fosse accudirlo in pensione, veniva definito addestramento. Non esistevano neanche, come avviene oggi, corsi formativi che dessero la possibilità di imparare, nello specifico, un lavoro con i cani e dovetti, inevitabilmente, cominciare ad apprendere da solo. La mia, è una conoscenza empirica, dove il cercare di migliorarmi osservando gli errori e i meriti di chi ho incontrato nel mio cammino, è stata la mia vera scuola.

1985-91 Istruttore di cani-guida per ciechi presso il “Servizio Cani-guida dei Lions” di Limbiate.

1991-96 Ho aperto la mia prima pensione per cani a Brivio (LC) e ho collaborato per tre anni e mezzo col Servizio cani-guida dei Lions come libero professionista.

1999- 2013 Ho aperto la mia seconda pensione per cani a Pecorara (PC), e continuo ad occuparmi di cani-guida per ciechi.

In questi trent’anni lavorativi ho sempre svolto, e svolgo, il servizio di educatore cinofilo e periodicamente effettuo corsi di formazione professionale in collaborazione con la Cooperativa Sociale “Città e Salute”, ottenendo il patrocinio del Comune di Milano. I nostri Corsi sono rivolti in prevalenza a svantaggiati psichici, pazienti provenienti dai C.P.S. (Centro Psico Sociale). Questi enti hanno scelto di rivolgersi a me per questi corsi per la mia capacità di proporre il cane come qualcosa di semplice da gestire. Con le identiche modalità e le stesse collaborazioni tengo anche Corsi aperti a tutti.

I cani-guida per ciechi, invece, rimangono la mia passione prevalente. Continuo a lavorare con loro per capire meglio l’handicap che la cecità comporta, quali sono le risorse e le capacità che un non vedente ha già dentro di se per muoversi autonomamente con il proprio cane-guida. Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che alcuni non-vedenti sono assolutamente in grado, con un minimo ausilio di persone qualificate, di personalizzare un proprio cane da compagnia facendolo diventare utile all’accompagnamento.